Programma eventi Le Città di Pietra – Matera Estate 2017: il primo appuntamento

“Le Città di Pietra – Matera Estate 2017” è un programma di eventi che racchiude varie espressioni artistiche: dalla pittura alla scultura, dalla musica al teatro, dalla cultura alle tradizioni anche enogastronomiche.

Nei Giardini di Sant’Agostino, il nuovo gioiello nei Sassi di Matera, in uno dei luoghi più suggestivi del Sasso Barisano in via d’Addozio, con ingresso di fianco all’omonima chiesa, Easy Work, una cooperativa sociale, con il supporto della Sovraintendenza e la partecipazione di due tra i più famosi artisti contemporanei – Giovanni Maranghi e Paolo Staccioli – sono lieti di presentare il primo tra gli eventi della rassegna “Le Città di Pietra”:

Giovanni Maranghi – “Appunti d’Arte”

Paolo Staccioli – “…rame, terra, fuoco…”

La voglia di raccontare le tradizioni e la cultura di un territorio unico nel suo tessuto urbanistico e paesaggistico si mescolano alla volontà di aprirsi ad ogni forma di arte ed espressione accogliendo nel suo grembo culture diverse.

Il primo luglio alle 19.30, nei Giardini di Sant’Agostino, si terrà la conferenza stampa di inaugurazione del primo evento della rassegna Le Città di Pietra – Matera Estate 2017

Gli artisti

GIOVANNI MARANGHI

Nato nel 1955 a Lastra a Signa, Giovanni Maranghi svolge i suoi studi a Firenze, diplomandosi al Liceo Artistico Leon Battista Alberti per poi iscriversi alla Facoltà di Architettura dell’Ateneo Fiorentino.

Alterna i suoi studi da universitario con la frequentazione dei corsi di nudo libero presso l’Accademia delle Belle Arti.

Appena ventenne trova spazio per un’esposizione personale presso la Galleria   di Bari. Da questo momento, seguiranno numerose mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero. Oggi è presente oltre che in Italia, in Francia, Svizzera, Svezia, Germania, Stati Uniti, Russia…

La propensione di mescolare elementi artistici ed extrartistici, più volte sottolineata dalla critica, è chiaramente un dato distintivo dei lavori di Maranghi: attitudine sperimentale che investe indiscriminatamente tutta la sua ricerca. Basti pensare all’ampio uso di collage che conferiscono alle sue opere un complesso e articolato dinamismo.

Proprio nei collage spesso compaiono scritte incomprensibili, frammenti di frasi scarabocchiate su un foglio strappato, annotazioni scarabocchiate al telefono, che insieme alle macchie di qualche bevanda e alle sbavature di colore trovano giusta collocazione nell’opera.

PAOLO STACCIOLI

Nato a Scandicci nel 1943, Paolo Staccioli inizia la sua esperienza di artista negli anni Settanta  esordendo come pittore e facendosi presto notare in ambito locale.

Al principio degli anni Novanta la necessità di sperimentare nuovi linguaggi espressivi lo spinge a Faenza, nella bottega di un ceramista locale, Umberto Santandrea, dove apprende le tecniche di quest’arte. È qui che Staccioli realizza i suoi primi vasi, dapprima con la tecnica della ceramica invetriata, poi sperimentando la cottura a “riduzione”, che gli consente di ottenere straordinari effetti di iridescenza e lucentezza.

Ottenuta assoluta padronanza del mestiere, Staccioli allestisce nel suo studio di Scandicci, un laboratorio dove continua autonomamente e quotidianamente a misurarsi con l’uso del fuoco e degli ossidi di rame, dando vita a una miriade di opere d’arte che riveste con fantastici racconti pittorici, fissati definitivamente dalla smaltatura a lustro. È con queste opere che ottiene i  successi, facendosi notare in mostre personali e collettive, nonché in occasione di importanti manifestazioni culturali: le sue ceramiche, dal forte effetto metallizzato e dallo smalto scintillante si impongono presto, per eleganza e originalità, nel panorama artistico non più solamente fiorentino, ma nazionale e internazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *